martedì 27 ottobre 2015

Il muro oltre la scienza



Siamo così immersi in un mondo tecnologico e dominato dal pensiero logico-scientifico che diamo per scontate molto, troppe cose. Pensiamo che la ragione delle cose sia semplicemente demandata alla scienza, e non ci poniamo domande sui perchè, come il fatto che stia scrivendo su una tastiera un articolo che con un click sarà raggiungibile ovunque sul Pianeta. In realtà non so come questo avvenga, ma immagino che ci sia una spiegazione ragionevole. Una spiegazione per la quale solo qualche decina di anni fa sarei stato internato, e qualche centinaio di anni fa bruciato al rogo. Non per niente Isaac Asimov aveva predetto un futuro, che a guardarlo oggi non sembra così lontano, in cui la tecnologia avrebbe costituito una sorta di nuova religione, e chi ne possedeva i segreti un sorta di funzionario di Dio. Di fronte alla tecnologia, se ci poniamo come uomini di un'epoca passata, si sarebbe tentati di scambiare questa per magia, per miracolo, per impossibile. alcuni, anche oggi, dicono che un balzo tecnologico simile sia stato possibile solo con intervento alieno, il che, se non vero, è verosimile, almeno nella rapidità dell'evoluzione tecnologica, direi quasi esponenziale.
C'è un altro aspetto, legato non alla tecnologia ma al concetto che abbiamo malinteso di scienza. La scienza si occupa di dare una spiegazione alle cose, non una ragione prima delle cose. Cerca di dare un significato alla realtà fisica, ma non può spiegarne, se c'è, il senso più profondo, e non può basarsi che su ipotesi considerate evidenti, quando invece l'evidenza è essa stessa un concetto ben poco scientifico. La matematica parte da assiomi e costruisce il linguaggio su cui si basa la scienza, ma gli assiomi sono il muro contro cui deve fare i conti. Un altro muro è la creazione, che erroneamente si cerca di spiegare come facente parte dello stesso sistema di regole che governano la scienza e non al di fuori del suo campo di applicazione e dei suoi obiettivi.
Quando cade un fulmine, per quanto si conosca (e non si conosce così bene) il meccanismo per  il quale si scatena, nulla è detto sui motivi primi, e questo processo logico è applicabile a qualunque fenomeno.
Una volta chiesi a bambini di una classe dell'asilo perchè a volte piovesse. I bambini, non inquadrati in un sistema di ragionamento adulto, mi risposero semplicemente "perchè la terra ha bisogno di acqua". Ci sono mille modi di vedere le cose, uno attiene alla realtà dei fenomeni, gli altri 999 riguardano la causa scatenante. Nello stesso modo in cui un telecomando ha un meccanismo che gli permette di fare una cosa che appare straordinaria, nello stesso modo in cui un fulmine cade con il suo meccanismo scientifico. Ma di fronte a una notte di temporale siamo uomini primitivi che, spogliati dalle nostre spiegazioni, restiamo attratti, spaventati o entrambe le cose, assistendo a una manifestazione di potenza che richiama in noi un significato al quale non è sufficiente una spiegazione scientifica, e ci lascia la sensazione che non tutto sia detto, spiegato, risolto.

foto da ravarino5stelle.wordpress.com

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